Nella vita di ogni scrittore può arrivare un momento in cui la scrittura diventa faticosa e incapace di fluire liberamente. Per quanti sforzi si facciano, anche legandosi alla sedia della scrivania, in questa fase il contatto con la pagina bianca dà scarsi risultati. Forzarsi a scrivere non è la soluzione, perché tutto ciò che viene creato con la forza è povero, artefatto, inutile. Al contrario si possono mettere in atto delle strategie, diverse dalla scrittura in sé, che possono aiutare lo scrittore a superare il blocco creativo.

Poiché la letteratura trae ispirazione dalla realtà, la prima cosa da fare è immergersi di più nella vita, facendo nuove esperienze, uscendo all’aria aperta e incontrando persone. Quando ci si ritrova in nuovi contesti o si fanno nuove amicizie, infatti, ci si può imbattere in situazioni insolite e/o ascoltare storie di vita che possono risvegliare la creatività; allo stesso modo anche il contatto con la natura, ricca di forme, colori e odori, può stimolare la fantasia dell’autore. L’immersione nella vita, inoltre, permette il distacco emotivo necessario nei periodi di blocco creativo, è una distrazione che consente di vedere il problema nella giusta prospettiva e non come qualcosa di irrisolvibile.

L’arte richiama l’arte, è questo il motivo per cui, in una fase di blocco artistico, indirizzarsi verso le creazioni degli altri può essere molto utile. È dunque il momento di fare incetta di libri, film e serie televisive, indipendentemente dal fatto che li si conosce già. Rileggere o rivedere qualcosa, infatti, ripropone le fonti originarie di ispirazione, quelle che sono servite nei primi esperimenti letterari, ed è un’attività che dà un senso di sicurezza, importante nei momenti di crisi.

Ultimo, ma non meno significativo, è il darsi obiettivi piccoli e facili da raggiungere. In fase di crisi è impensabile mantenere i ritmi passati o aumentarli per recuperare il tempo perduto, mentre è sensato fare la metà o la terza parte del solito, nella speranza che sia il modo giusto per riprendere l’abitudine e la passione.

Grazia Caputo