Dead to me – Amiche per la morte: recensione delle serie dramedy di Netflix

Dead to me – Amiche per la morte è una serie dramedy rilasciata da Netflix lo scorso 3 maggio con protagoniste Christina Applegate e Linda Cardellini. Lo show segue le vicende di due donne sui quarant’anni che stringono una salda amicizia tra loro: Jen, che ha da poco perso il marito in un incidente stradale, e Judy Hale, una donna fragile che nasconde un terribile segreto. La serie – composta da dieci episodi da trenta minuti ciascuno – è tutt’ora in lavorazione.

dead to me

SCHEDA SERIE
GENERE: Commedia, Drammatico
IDEATORE: Liz Feldman
ATTORI: Christina Applegate, Linda Cardellini, James Marsden, Diana-Maria Riva, Max Jenkins, Brandon Scott, Luke Roessler, Sam McCarthy, Edward Asner
ANNO: 2019
PAESE: USA
DURATA: 30 Min
STATO: In Lavorazione

Jen (Christina Applegate), agente immobiliare e madre di due ragazzi, è appena diventata vedova: suo marito Ted è stato investito da un automobile in piena notte e l’investitore lo ha lasciato morire senza prestargli soccorso. Bisognosa di superare il lutto e riprendere in mano la sua vita, Jen inizia a frequentare un gruppo di ascolto in compagnia di altre persone che hanno subito una grave perdita. È qui che conosce Judy Hale (Linda Cardellini), una sua coetanea che la approccia al tavolo del caffè chiedendole imprevedibilmente un abbraccio e con cui crea a poco a poco un legame viscerale. Dopo aver scoperto che Judy dorme nella stessa casa di riposo in cui lavora, Jen la invita a trasferirsi nella sua dépendance, facendola entrare a tutti gli effetti nella sua famiglia. Le due donne si ritrovano improvvisamente a condividere le loro difficili vite: Jen deve gestire i suoi attacchi di rabbia, badare ai suoi due figli maschi e trovare il colpevole dell’omicidio di suo marito, mentre Judy deve uscire definitivamente da una relazione malsana con il suo ex fidanzato Steve e accettare che non riuscirà mai ad avere figli. L’amicizia tra Jen e Judy sembrerebbe idilliaca, ma è macchiata da un segreto orribile che viene rivelato già alla fine della prima puntata (SPOILER ALERT): Judy Hale è responsabile della morte del marito di Jen e si è avvicinata alla donna per aiutarla dopo la terribile azione che ha commesso. Dalla rivelazione di Judy in poi la serie crea una continua tensione attorno alla possibilità che Jen scopra la vera identità della sua amica, ma Judy non è un personaggio così scontato come sembra e a volte l’amicizia può essere così forte da superare gli ostacoli più alti e diventare infine complicità.

Il primo incontro tra Jen e Judy.

Dead to me è una serie televisiva che unisce due generi apparentemente inconciliabili: il dramma e la commedia, da cui l’etichetta dramedy. C’è drammaticità nei sensi di colpa di Jen per la morte del marito, nel suo rapporto difficile con il figlio più grande che le punta il dito contro per quanto accaduto, negli attacchi di rabbia con cui la donna sfoga il dolore per la sua perdita. Il dramma interessa anche la vita di Judy, che ha un pesante fardello da portare sulle spalle e il ricordo di quei continui aborti che l’hanno devastata mentalmente. All’interno di questo dramma la comicità esplode imprevedibilmente: è comico il modo in cui Jen si approccia al suo lutto personale, il suo cinismo, la sua schiettezza, il suo sarcasmo, la durezza che usa verso il prossimo per farsi valere, il rapporto malsano tra Judy e il suo ex fidanzato Steve, il loro modo di interagire e le varie disavventure sessuali delle due donne, belle, sensuali e intelligenti.

DEAD TO ME
Judy e Jen vivono insieme.

L’antefatto della serie è contorto, folle, inverosimile: davvero una donna che ha investito il marito di un’altra persona potrebbe decidere di diventarle amica per redimersi da quello che ha fatto? A dispetto di ciò lo show vanta l’abilità di costruire una amicizia vera tra Jen e Judy che dura fino alla fine. Dead to me ha a cuore il personaggio Judy Hale: ella è una donna dolce, presente, comprensiva, materna e, seppure nella sua follia, sta provando a fare qualcosa di buono. Judy conquista lo spettatore e gli fa desiderare un lieto fine per lei, una spiegazione che potrebbe giustificare il suo gesto terribile. Al contrario l’antieroe della serie è Steve – l’ex fidanzato di Judy – che si rivela un personaggio odioso, egoista, meschino, un uomo che nasconde abilmente la sua identità dietro una facciata di ricchezza, fascino e bellezza. La serie targata Netflix pecca per la limitatezza delle sue ambientazioni: la scena, infatti, è quasi sempre circoscritta all’interno degli spazi chiusi di una casa, facendo sembrare lo show una sitcom dalle atmosfere più oscure. Fortunatamente questo difetto di sceneggiatura è controbilanciato da altri elementi positivi: il rapporto straordinario che si crea tra Jen e Judy, la loro personalità scoppiettante e sfaccettata, la proposizione continua di flashback che svelano pian piano che cosa è accaduto realmente la notte dell’incidente – inserendo la giusta dose di tensione narrativa –  e, infine, il rivolgimento conclusivo della storia che dà inizio ad una nuova trama da sviluppare nella seconda stagione. Il titolo italiano Amiche per la morte rende perfettamente il significato dello show: la morte è ciò che unisce inizialmente le due protagoniste, ciò che le separa in un momento successivo e ciò che le riunisce alla fine. Forse perché in fondo Jen e Judy si somigliano più di quanto sembri, e la loro storia rimanda inevitabilmente a serie televisive cult, corali, al femminile e tinte di giallo quali Desperate Housewives e Pretty little liars.

IL TRAILER DI DEAD TO ME – AMICHE PER LA MORTE:

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