Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban: il nemico è Sirius Black

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban è il terzo libro della saga letteraria fantasy per ragazzi ideata da J.K. Rowling nel 1997, saga che ha venduto 450 milioni di copie nel mondo ed è stata tradotta in ottanta lingue. Terzo di sette libri, il romanzo segue le vicende del giovane Harry Potter al terzo anno della scuola di magia e di stregoneria di Hogwarts, dove sarà alle prese con un nuovo nemico, il famigerato Sirius Black, che è appena fuggito dal carcere di Azkaban e sta cercando proprio Harry Potter.

harry potterLa scuola non è mai stata normale per Harry Potter, il giovane mago scampato al massacro della sua famiglia e perenne calamita per i guai, ma quest’anno ad Hogwarts, la scuola di magia frequentata dal ragazzo e dai suoi due migliori amici Ron Weasley e Hermione Granger, le cose si complicano ulteriormente: Sirius Black, l’amico di famiglia che anni prima consegnò i genitori di Harry Potter al potente mago oscuro Lord Voldemort e in tal modo ne decretò la morte, è a piede libero: l’uomo è fuggito dal carcere di Azkaban, un’enorme fortezza costruita in mezzo al mare e sorvegliata da guardie terribili, e sta cercando il bambino sopravvissuto per ottenere la sua vendetta. La notte in cui Harry Potter è riuscito a fermare Lord Voldemort, procurandosi la cicatrice che lo ha reso famoso in tutto il mondo dei maghi, Black, servitore di Colui-che-non-deve-essere-nominato, ha perso tutto, ed è convinto che solo assassinando Harry Potter il Signore Oscuro potrà tornare al potere. Dopo la fuga di Black dal carcere di Azkaban, né il mondo babbano né quello magico sono più al sicuro: Hogwarts decide di proteggersi con i dissennatori  – le guardie di Azkaban – che vengono posti ai vari ingressi della scuola per catturare Black nel tentativo di avvicinarsi ad Harry Potter. L’arrivo dei dissennatori non è l’unica novità ad Hogwarts: la scuola ha assunto un nuovo insegnante di Difesa contro le arti oscure, il professor Remus Lupin – che sarà amatissimo dai suoi studenti – una eccentrica professoressa di Divinazione, la professoressa Sybill Trelawney, e un insegnante di Cura delle Creature magiche, il mitico Rubeus Hagrid. In aggiunta gli studenti del terzo anno di Hogwarts avranno la possibilità di visitare il vicino villaggio di Hogsmeade, famoso per i suoi innumerevoli negozi per maghi e per la Stamberga Strillante, la casa più infestata di tutta l’Inghilterra. Tra partite di Quidditch, profezie sul futuro, incontri ravvicinati con i dissennatori e strane creature magiche, il terzo anno scolastico ad Hogwarts sarà ricco di rivelazioni per il giovane Harry Potter.

harry potter
Un’immagine tratta dall’omonimo film.

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban è una romanzo di transizione all’interno della saga letteraria fantasy di J.K. Rowling: qui troviamo il primo atto di ribellione di Harry Potter nei confronti della sua famiglia adottiva (l’incantesimo inflitto a Zia Marge, ndr) e una sorprendente scoperta sul passato del ragazzo che ne cambia totalmente il futuro. La presenza di Sirius Black all’interno del romanzo è la prima vera minaccia dopo Lord Voldemort, seppur strettamente legata a lui: l’uomo che dà la caccia ad Harry incute timore per il modo in cui è ritratto sui giornali magici (volto scavato, capelli sporchi, occhi fiammeggianti), per il suo essere riuscito a fuggire dalle carceri di Azkaban e finanche per il suo stesso nome dal suono aspro. La sua è una minaccia che serpeggia tutta intorno ad Harry e che si mostra apertamente soltanto alla fine: Black fa fuggire la signora grassa dal quadro che apre la sala comune dei Grifondoro, squarcia le tende del letto di Ron alla ricerca disperata di qualcosa, è il primo pensiero suscitato dai presagi di morte che attorniano Harry Potter, come quel grande cane nero che ha avvistato più volte attorno a sé o i fondi di tè letti dalla professoressa Trelawney.

Nel terzo romanzo di Harry Potter l’universo fantastico della saga letteraria si arricchisce con l’ingresso degli ippogrifi, dei mollicci, dei dissennatori, dei lupi mannari, dell’occultismo e perfino dei viaggi nel tempo. Tra tutte queste creature, mollicci e dissennatori meritano una riflessione particolare: i mollicci sono esseri che assumono la forma di ciò che teme di più la persona che hanno di fronte, quindi simbolo di paura, mentre i dissennatori sono creature viscide dal mantello nero che fanno rivivere alle persone i momenti più brutti della loro vita, che generano freddo dove si trovano e che succhiano via l’anima, quindi simbolo del male psicologico della depressione. È evidente che la saga di Harry Potter sfrutti la magia per parlare dell’essere umano, dei sentimenti e degli stati d’animo, rendendo il genere fantasy più vicino alla realtà di quanto si possa credere.

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Un’immagine tratta dall’omonimo film.

Come Harry Potter e la Camera dei Segreti, anche il Prigioniero di Azkaban contiene un tesissimo confronto finale che riunisce i personaggi di Sirius Black, Remus Lupin, Harry Potter, Peter Pettigrew, Hermione Granger, Ronald Weasley e Severus Piton all’interno della Stamberga Strillante. È qui dentro che il lettore vede e sente per la prima volta Sirius Black: l’uomo è arrabbiato, spietato, vendicativo, risoluto a far emergere la verità, seppur provato dalla permanenza ad Azkaban e dalla sua successiva latitanza. In questo frangente J.K. Rowling ci regala forse il più grande colpo di scena dell’intera saga letteraria: la storia viene ribaltata, le informazioni distribuite in tutto il romanzo acquistano un nuovo significato, il male diventa bene e personaggi insignificanti che appaiono fin dal primo libro rivelano improvvisamente la loro vera e sconvolgente identità.

Anche in questo terzo episodio della saga di Harry Potter emerge il tema della fanciullezza – presente in tutta la produzione di J.K. Rowling –  stavolta affidato al passato: in questo libro, infatti, il lettore conosce per la prima volta i Malandrini – il gruppo di amici capeggiato dal padre di Harry, James Potter – che si fanno soprannominare Felpato, Ramoso, Codaliscia e Lunastorta. La trama dei malandrini è una piccola storia a sé, è l’insieme delle avventure, delle prodezze e dei dispetti commessi da questi quattro studenti di Hogwarts che precedettero i protagonisti della saga, è uno splendido inno all’amicizia che legò il padre di Harry ad altri tre importanti personaggi ai fini della narrazione. Nel narrare la storia dei Malandrini la scrittrice J.K.Rowling dimostra ancora una volta l’abilità di condensare bene e male negli stessi individui, quel male che nelle vicende dei Malandrini si riversa su Severus Piton ( all’epoca compagno di scuola di James Potter) e che crea personaggi a tutto tondo, veri, credibili, in base ad un’idea della natura umana in cui convivono forze contrapposte che nella grande saga fantasy sono personificate da Harry Potter (bene) e dal suo nemico storico Lord Voldemort (male), così diversi … ma così simili.

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