La mummia e altri racconti: la raccolta fantastica di Arthur Conan Doyle

“La mummia e altri racconti” è una raccolta di cinque racconti fantastici scritti da Arthur Conan Doyle, il celeberrimo creatore della serie letteraria di Sherlock Holmes, edita dalla Newton Compton Editori. Viaggiando attraverso i temi dell’immortalità, del paranormale e della vita dopo la morte, la raccolta di Conan Doyle è una produzione ricca di elementi originali che non ha nulla da invidiare ai suoi racconti e romanzi gialli.

Scheda libro
Titolo: La mummia e altri racconti
Autore: Arthur Conan Doyle
Anno di pubblicazione (della raccolta): 2012
Editore: Newton Compton Editori
Genere: fantastico, orrore
Ambientazione: Inghilterra e di fantasia
Lunghezza: 98 pagine

Noto al grande pubblico per l’iconica serie letteraria con protagonista Sherlock Holmes, il perito chimico che si dedica con passione all’investigazione e alla risoluzione di misteri, Arthur Conan Doyle ha all’attivo una produzione fantastica che supera di gran lunga in quantità il ciclo dedicato al celebre investigatore, portata avanti dallo scrittore per quarant’anni. All’interno di questo vasto materiale che consta anche di romanzi (la serie dedicata al professor Challenger e quella dedicata al professor Maracot), la Newton Compton Editori ha selezionato cinque racconti a valenza fantastica inseriti in una raccolta del 2012, “La Mummia e altri racconti”, che riunisce opere pubblicate per la prima volta negli anni tra il 1890 e il 1921: “La mummia”, “Il guardiano del Louvre”, “L’unicorno”, “Il match”, “L’esecuzione” (titoli originali: “Lot no. 249”, “The Ring of Toth”, “Playing with fire”, “The Bully of Brocas Court” e “The Los Amigos Fiasco”).

La parte più ampia della raccolta attinge all’universo egiziano, a cominciare dal primo racconto, La mummia, che mette in scena una mummia antichissima che viene risvegliata ed usata a fini vendicativi. Il protagonista del racconto è Abercrombie Smith, studente di medicina a Cambridge, che, dopo uno strano incidente nella palazzina del campus in cui risiede, inizia a nutrire strani sospetti nei confronti del suo vicino di stanza, uno studente di archeologia che è riuscito a procurarsi una mummia per i suoi studi. Il senso del macabro è insistente in questo racconto, che si spende in una descrizione dettagliata della mummia annerita e rinsecchita con una strana apparenza di vita, una mummia che appare dietro lo spiraglio di una porta nella sua immobilità fremente e che inganna l’occhio di Abercrombie Smith, a cui sembra che essa si muova. Il racconto si tinge di giallo quando il campus di Cambridge diventa teatro di strani incidenti ai danni degli studenti, fino a diventare un racconto dell’orrore quando la mummia viene vista strisciare sull’erba mentre insegue la sua nuova vittima. La mummia è un racconto che vanta un’ambientazione vivida, il campus di Cambridge che, da luogo ameno si trasforma in un luogo macabro e funesto, un intreccio tra il tema dell’immortalità e della vendetta ed un protagonista risoluto consapevole di dover prendere in mano la situazione per salvare i suoi amici.

Arthur Conan Doyle

L’Egitto ritorna anche nel secondo racconto della raccolta, Il guardiano del Louvre, con protagonista un archeologo che, intenzionato a scrivere un’opera grandiosa, si reca al museo del Louvre, dove scopre una storia incredibile risalente all’epoca degli antichi egizi. Rimasto intrappolato nel Louvre di notte, John Vance Stuart Smith spia il custode del museo che sta trafficando con un’antica mummia che, privata delle sue bende, si rivela bellissima, ma fragile a contatto con l’aria. La rivelazione della mummia, diversissima da quella protagonista del primo racconto, è l’avvio di una narrazione interna al racconto, una storia d’amore, morte e immortalità; a narrarla è un uomo che è sopravvissuto nel tempo, ma che, dopo aver viaggiato per il mondo, aver conosciuto le donne più belle mai esistite e aver visto nascere la civiltà moderna, è ancora attaccato alla sua amata defunta, che vorrebbe raggiungere interrompendo la sua immortalità, per lui diventata così dolorosa. Il racconto, che a sua volta contiene un altro racconto, è una riflessione sull’immortalità che Conan Doyle affida al personaggio immortale della storia, un uomo che, dopo aver faticato tanto per scoprire il segreto della vita eterna, vuole mettervi fine, inappagato da tutto ciò che ha fatto nella sua lunghissima vita perché privo della cosa più importante, l’amore, un tema che attraversa il racconto privandolo di qualsiasi carattere orrorifico.

L’unicorno è il terzo racconto della raccolta che tratta della vita dopo la morte e delle forze occulte dell’universo, scegliendo come ambientazione la seduta spiritica, tipica di molti film dell’orrore, che dopo un po’ sfugge al controllo dei suoi partecipanti. Il racconto inizia quando un gruppo di amici appassionati di scienze occulte si incontra per il consueto appuntamento settimanale in cui evocano l’aldilà, eccezionalmente in compagnia di un mistico francese, Monsieur De Luc, che in quella occasione vuole provare qualcosa di nuovo. Avviata la seduta spiritica, una voce ultraterrena si insinua tra i presenti e, come un messaggero dell’aldilà, inizia a raccontare la vita dopo la morte, fino alla comparsa improvvisa di una creatura nella stanza che terrorizza i presenti. Inscenando un dialogo con i morti, la morte viene descritta come un luogo pacifico e felice in cui ricongiungersi con le persone che si sono amate davvero, infondendo speranza nell’essere umano atterrito da sempre dalla sua mortalità. Passando dalla quiete al terrore, il racconto subisce uno stravolgimento che funge da monito a non giocare con forze sconosciute, come anticipa chiaramente il titolo originale del racconto “Playing with fire”.

I fantasmi sono tangibili e pericolosi nel quarto racconto dell’antologia, Il match, che mette in scena un inconsueto combattimento di pugilato al chiaro di luna. I due protagonisti, un baronetto ed un lottatore, si stanno recando all’accampamento della Guardia Nazionale a Cavallo, quando per strada vengono fermati da un strambo duo vestito in modo antiquato che li costringe a lottare per poter proseguire il viaggio. Giunti in una radura situata oltre un cancello fatiscente, il lottatore, l’atleta Alf Stevens, e colui che è noto come il Bullo di Brocas, ingaggiano una lotta furiosa tra di loro, supportati a breve distanza dai rispettivi compagni. Il match sta quasi per annientare Stevens, quando un improvviso suono che si leva dagli alberi intorno fa scappare via in preda al terrore il duo misterioso, lasciando i due protagonisti di fronte alla visione di uno strano cagnolino bianco che insegue i due uomini appena fuggiti. Di ritorno dalla loro avventura, i due apprendono da un locandiere la vera storia del bullo di Brocas e iniziano a dare un nuovo e spaventoso senso al loro incontro notturno; la rivelazione dell’identità del bullo pone anche il tema del racconto: la persecuzione eterna dalla colpa e dal peccato.

La raccolta completa della produzione fantastica di Conan Doyle

Una nuova immortalità è quella che emerge in L’esecuzione, quinto ed ultimo racconto della raccolta che narra della condanna a morte di un pluriricercato, che si rivelerà un’ardua impresa da realizzare. La storia è ambientata in un luogo di fantasia, Los Amigos, noto per una grande centrale elettrica che si vuole sfruttare per dare la scossa fatale al peggior criminale in circolazione, Duncan Warner, in un periodo storico in cui si sta diffondendo la sedia elettrica come strumento di esecuzione dei condannati a morte. Dopo attente riflessioni riguardanti l’intensità della scossa da somministrare, la commissione del carcere di Los Amigos decide di optare per la scossa più forte possibile, nell’assoluta convinzione che ucciderà sul colpo quell’abominevole criminale; ma, al momento dell’esecuzione, Duncan Warner, sottoposto a più scosse, non riesce a morire e, anzi, sembra rinvigorito da ogni nuova somministrazione, al che un personaggio rimasto in disparte durante la narrazione precedente fa una sensazionale rivelazione per spiegare quell’inconveniente. In maniera paradossale, l’elettricità è dipinta come una nuova fonte di immortalità, capace com’è di infondere forza vitale quando somministrata ai massimi livelli; siamo di fronte uno spunto inventivo assolutamente originale, che ricalca solo lontanamente la storia del mostro di Frankenstein, portato in vita, dalla morte, proprio dall’elettricità dei fulmini. In L’esecuzione si scorge anche una condanna velata della pena di morte da parte di Arthur Conan Doyle, che, dando vita proprio dove si attende la morte, si fa beffe delle abiette pratiche usate da una presunta civiltà per mantenere l’ordine.

Pur con ambientazioni, tematiche ed elementi orrorifici diversi tra loro, i cinque racconti di Arthur Conan Doyle della raccolta edita dalla Newton Compton Editori mantengono una caratteristica comune: la presunzione di verità. Essi, infatti, sono presentati come resoconti di persone che hanno vissuto esperienze soprannaturali, forniscono presunti indirizzi a cui spedire lettere riguardanti eventi paranormali vissuti personalmente, adottano la prima persona come farebbe qualcuno che racconta un esperienza del suo passato e citano articoli di giornale come se i fatti narrati fossero apparsi veramente nelle cronache giornalistiche; è proprio la presunzione di verità insinuata in questi racconti che seduce definitivamente il lettore, facendogli provare contemporaneamente il piacere e il terrore di essere venuto a conoscenza di fatti straordinari ignoti ai più.

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