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Ritorno a Blue River è il mio libro d’esordio, pubblicato lo scorso giugno. Il volume è disponibile sul sito della casa editrice Officina Milena, su Amazon, in qualsiasi negozio online e libreria.

 

 

Anni dopo aver lasciato Blue River per inseguire i suoi sogni, Grace Jones fa ritorno alla sua cittadina d’origine, completamente diversa da quando è partita: oggi, infatti, è una scrittrice di successo e non più la ragazza insicura di un tempo. Grace vorrebbe solo scrivere il suo romanzo in tranquillità, ma durante la settimana di Halloween si susseguono strani eventi: telefonate anonime, appostamenti, rumori sinistri. Sarà la notte del 31 ottobre a rivelarle cosa sta accadendo e a costringerla a fare i conti con il suo passato.

 

 

Di Ritorno a Blue River hanno detto:

“Molti sono i nodi che emergono dal romanzo della Caputo. La difficoltà, soprattutto per le giovani donne dotate di sensibilità e volontà di emergere, di crescere in una provincia che non offre possibilità e inchioda a un vivere ripetitivo, in cui germoglia la gramigna di patologie dell’anima. Il mito del bad boy, legato all’immaginario adolescenziale e ipostasi della vena di crudeltà che caratterizza un’età così delicata del percorso umano. Tale mito prende corpo nella figura di Jack Rider, al quale la Caputo sin nel nome, fonicamente, ha voluto attribuire connotazioni di durezza. Jack rappresenta il fantasma erotico-respingente di un’adolescenza vissuta nel disadattamento; è il ragazzo crudele di cui Grace anela a risvegliare le corde della dolcezza, non del tutto assenti, ma annegate nel tripudio del machismo da branco. È senz’altro Jack il personaggio più ambiguo e meglio riuscito di questo Ritorno a Blue River; il lettore s’attende la sua redenzione, l’autrice gli regala scampoli di focalizzazione interna nel finale a illuminarne i moventi e a mostrarci come dietro un bad boy possa celarsi la totale o parziale incapacità di esprimere correttamente il linguaggio delle sensazioni e dei sentimenti.”

(Giano bifronte critico)

“Ci sono libri che hanno bisogno di ben 300 pagine per raccontare la loro storia, chi anche molte di più… e poi ci sono quelli a cui ne bastano meno di 100 e riescono ad entrare nel cuore e dare il loro importante messaggio. Forse a volte meno parole sono più dirette e nella loro semplicità raggiungono perfettamente il loro scopo… Non conoscevo questa scrittrice, questo è il suo libro di esordio e anche se c’è ancora qualcosa da perfezionare, posso tranquillamente dirvi che la lettura è stata piacevole e curiosa.
Un tratto incalzante il suo, deciso e abbastanza preciso. La storia è ricca di azione, e l’autrice è stata molto brava nel descrivere ogni mossa. Ho provato ansia e non mi aspettavo nulla del genere. Qualche scena un po’ forte da la giusta serietà alla storia stessa… ma gli elementi ci sono tutti in queste poche pagine, tanti messaggi importanti, come la crescita e il saper andare avanti, ma anche che se si fugge non si risolve nulla. L’aver cambiato città non cancellerà i brutti ricordi ma li terrà solo dormienti. Prima di andare avanti sarebbe sempre bene chiudere col passato.”

(Il mondo di Simis)

“Ritorno a Blue River è un romanzo che vi catturerà e non vi lascerà andare fino a quando non avrete girato l’ultima pagina. Grazia Caputo e la sua eroina Grace Jones vi trasporteranno oltreoceano, durante la notte del 31 ottobre, e vi faranno respirare appieno le magiche atmosfere dell’Halloween all’americana, a cominciare dalla suggestiva copertina firmata dall’artista Diana Daniela Gallese. Zucche, costumi, i profumi e i colori dell’autunno… L’ambientazione non è solo un mero sfondo ma parte integrante del dramma dell’intera storia. Grazia Caputo avvince i lettori con il suo stile fluido e vivace e punta dritto a stuzzicare il loro interesse e la loro curiosità grazie ai flashback inseriti ad hoc all’interno della storia. Alternando passato e presente, la storia di Grace si dipana a poco a poco sotto ai nostri occhi, fino a raggiungere il climax nella parte finale del volume con risvolti davvero sorprendenti… Grazia Caputo firma un volume ricco di tematiche potenti, intense e – soprattutto – tristemente attuali: bullismo giovanile, mancanza di rispetto nei confronti dell’altro, l’incapacità di definire ed esprimere le proprie emozioni e di conseguenza saper comunicare i propri sentimenti solo attraverso violenza, ostilità e odio. Ma “Ritorno a Blue River” è anche una storia di perdono, di lealtà, di amicizia e di crescita personale.”

(Il salotto letterario)